L’ARTE E L’ECONOMIA

    In Umbria, in Toscana e nel Lazio numerose sono le tracce delle città e delle necropoli etrusche. Attraverso i secoli, casuali scoperte e scavi organizzati hanno portato alla luce un numero straordinario di oggetti di ogni genere – sculture, pitture e prodotti delle arti minori – provenienti dalle scuole d’arte e dalle botteghe artigiane dell’Etruria.

    I prodotti tramite i quali gli Etruschi erano più conosciuti erano il vino, i vasi, tra
    cui i buccheri, le suppellettili e le armi in bronzo. Per facilitare il commercio e gli spostamenti di truppe, i territori Etruschi erano percorsi da una fitta rete di strade, realizzate anche con complesse opere di ingegneria. Queste strade verso nord permettevano di varcare gli Appennini per giungere nella Pianura Padana; verso sud, collegavano l’Etruria con la Campania Etrusca e le floride città dell’Italia meridionale.

    I porti, situati sulla costa tirrenica, oltre ad accogliere il traffico commerciale e militare, erano il punto di raccolta di piccole imbarcazioni usate dai pescatori. Le acque della costiera etrusca erano infatti note per la loro pescosità.
    Gli Etruschi, nella prima fase della loro storia, furono un popolo marinaro rispettato in tutto il Mediterraneo. La navigazione, per mancanza di strumentazione, e per la fragilità delle imbarcazioni, che non erano in grado di resistere alle tempeste, avveniva alla più breve distanza possibile dalla costa, e solo di giorno per evitare le insidie del mare. Di notte le navi da carico gettavano l’ancora in luoghi riparati, mentre le navi da guerra venivano trascinate dagli equipaggi sulla riva. I marinai dell’epoca usavano, per
    orientarsi, le stelle e la loro conoscenza della conformazione delle coste.
    Sulle strade e sui vicoli delle città si affacciavano le botteghe degli artigiani, fervide di
    attività produttive e di commerci. Nelle botteghe si fabbricavano recipienti e vasi di terracotta di ogni foggia ispirati al gusto greco, suppellettili ed arnesi in bronzo, raffinati
    gioielli in oro e in altri metalli preziosi.

    Tra gli artigiani che lavoravano nelle città etrusche troviamo anche appartenenti ad altre popolazioni: soprattutto italici e greci, la cui abilità era molto apprezzata. Nei laboratori più grandi lavoravano anche schiavi specializzati. Sono stati ritrovati, infatti, molti oggetti prodotti in serie che fanno pensare ad una produzione organizzata quasi industriale. Le ceramiche più tipiche della vasta produzione etrusca erano i buccheri: vasi caratterizzati dal colore nero lucido delle superfici, determinato dalla tecnica di fabbricazione e cottura.

    Particolare attenzione per la squisitezza della loro fattura meritano gli specchi, trovati a centinaia nelle necropoli. Il modello più comune era quello tondo con il manico. Il retro
    della superficie di bronzo era inciso o lavorato a rilievo, solitamente con soggetti mitologici provenienti dalla cultura greca, oppure coperto di iscrizioni. La produzione di monili ed oggetti in oro, nella quale gli Etruschi dimostravano un elevato grado di elaborazione tecnica capace di sfruttare le possibilità espressive del metallo, era ricchissima e meritatamente famosa. 

    L’arte presso gli Etruschi ebbe sempre un legame con la vita quotidiana ed il culto; una finalità pratica più che estetica, tanto che riferendosi ad essa si è spesso parlato di artigianato artistico.
    In Etruria erano presenti modelli introdotti da maestri originari del Vicino Oriente, della Grecia o dell’Europa centrosettentrionale. Questi modelli venivano recepiti, rielaborati,
    combinati e adattati alle esigenze della clientela locale. Sta in questo l’originalità dell’arte etrusca. Dall’arte greca gli Etruschi traevano la maggior parte dei temi,
    rielaborandoli in forme espressive più immediate, popolari e decorative.


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